Intercettazioni. Balducci: col ddl Alfano impedite di fatto
“Le norme contenute nel ddl Alfano ostacolano la repressione dei reati e l’individuazione dei responsabili, e sono per questo contrarie all’interesse dei cittadini. L’atteggiamento del governo e’ estremamente contraddittorio perche’ mentre da un lato parla di sicurezza e dall’altro introduce restrizioni alla possibilita’ di svolgere indagini contro il crimine, limitando il ricorso alle intercettazioni”. Lo ha dichiarato la responsabile giustizia dei Verdi Paola Balducci che spiega: “Il requisito dei gravi indizi di colpevolezza finirebbe per consentire le intercettazioni soltanto quando si conosce gia’ con esattezza il colpevole; ma a quel punto, e’ ovvio che l’uso di tale mezzo di ricerca della prova sarebbe inutile, essendosi gia’ nelle condizioni per applicare una misura cautelare. E’ irrazionale prevedere che l’autorizzazione a disporre le autorizzazioni sia concessa da parte di un Collegio, quando invece l’applicazione della custodia cautelare in carcere spetta a un solo giudice – spiega l’esponente del Sole che ride -. E non dimentichiamo che, in caso di rito abbreviato, il giudice dell’udienza preliminare puo’ applicare la pena dell’ergastolo. La cieca insistenza nel portare avanti questo provvedimento potra’ condurre a gravi guasti normativi e al rischio di una paralisi delle indagini – ha concluso la Balducci -. Se il ddl Alfano non verra’ pesantemente modificato dall’Aula, si giungera’ ad una abolizione di fatto di questo mezzo di ricerca della prova, con conseguente pregiudizio per il bene della sicurezza dei cittadini. Spero percio’ che i dubbi che stanno affiorando in queste ore nella stessa maggioranza porteranno a una revisione dei punti critici del ddl”.
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