Ma quale ponte
"La stragrande maggioranza delle opere previste dal piano da 16,6 miliardi varato dal governo puo' partire entro il 2009, anche il Ponte sullo Stretto''. Questo l’annuncio del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Immediata la replica dei Verdi, che con la portavoce nazionale Grazia Francescato, hanno bocciano sonoramente il ponte.
“Invece di continuare a pensare ad una megaopera che non ha alcuna utilità se non quella di fare affari alle spalle dei cittadini il Ministro Matteoli farebbe bene ad occuparsi del dissesto idrogeologico e di un Paese che sta letteralmente franando, come dimostra quanto è recentemente accaduto proprio in Calabria”.
Nella scorsa legislatura i Verdi, ricorda ancora Francescato, erano riusciti a spostare risorse “sulle vere opere utili che servono al paese, come la messa in sicurezza del territorio. Basti pensare che in due anni eravamo riusciti a far aprire più di 670 cantieri su tutto il territorio nazionale e con la Finanziaria del 2007 avevamo destinato oltre 730 milioni di euro per le azioni di contrasto al dissesto territoriale”.
“Oggi tutto quel lavoro è stato cancellato – ha concluso la Francescato -. In compenso il governo continua a fare spot propagandistici su una megaopera inutile, dannosa per l’ambiente ed ignora le vere priorità dei cittadini. In Italia c’è tanto da fare, basti pensare alle bonifiche, al dissesto, agli acquedotti, ma il Governo Berlusconi dichiara sempre di voler fare la cosa sbagliata”.
Dura anche Legambiente. "La crisi economica – dice l’associazione – sta colpendo pesantemente settori basilari come la sanita' e il welfare. Piovono tagli in tutti gli ambiti. Non ci sono soldi per i cassintegrati ne' si riesce ad assicurare un servizio efficiente e dignitoso per i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano treni locali e mezzi pubblici, eppure il governo annuncia l'apertura dei cantieri per il Ponte sullo Stretto”.
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